
Il primo ciclo sarà dedicato proprio al nostro Monastero. Conoscere, apprezzare, salvaguardare il patrimonio storico-culturale è una delle direttrici di uno sviluppo sostenibile, sia perché è più sostenibile riutilizzare il patrimonio esistente che consumare altro verde, sia perché tale patrimonio è il fondamento dell'identità, una distintivo che fa conoscere e rispettare l'Italia nel mondo, una risorsa economica di grande potenzialità. E il Monastero, grazie alla sua ristrutturazione e gestione pubblica, è certamente un elemento importante del patrimonio storico-culturale.
Gli antichi monasteri erano, tra l'altro, importanti centri di cultura. Diversamente da certi tromboni odierni, secondo i quali la cultura è robaccia su cui sputare, quei venerandi abati e i loro monaci attribuivano alla cultura un valore sacrale. Coltivarono la musica e l'arte. Profusero incalcolabili energie nel cercare e conservare i libri dell'antichità greco-romana e della contemporaneità araba e cristiana, compresi quelli che, più tardi, gente meno avveduta condannò come pericolosi e peccaminosi. Ospitarono gli studenti e i maestri che si spostavano da una università all'altra dell'Europa. Fondarono scuole. E così favorirono la circolazione delle conoscenze e delle idee, la riflessione e la ricerca, la passione per la bellezza e la verità. Perché sapevano che, senza ciò, senza cultura, non ci può essere società, umanità, vivibilità, futuro. E in effetti, anche grazie a loro, l'Europa superò la crisi, la disgregazione, l'emarginazione in cui era precipitata con la caduta dell'Impero romano e divenne il continente più dinamico del mondo.
L'ex-Monastero benedettino-cluniacense di San Pietro in Lamosa, a Provaglio d'Iseo, che appartenne a quella catena di monasteri, intende attualizzare la loro (e propria) originaria funzione culturale, attraverso la promozione di “corsi” atti a diffondere e a discutere conoscenze, competenze, esperienze, punti di vista, idee, valori. Per la precisione, quelli che, in questa fase di crisi generale del mondo, possono aiutarci ad affrontarla in modo creativo e innovativo, in direzione di uno sviluppo sostenibile, l'unico sviluppo che sembra in grado di salvare il mondo e rendere più vivibile la vita.
PROGRAMMA DEL CORSO:
Mercoledì 13 aprile 2011, ore 20.30
STORIA DEL MONASTERO
prof. Franco Pagnoni, docente di storia e studioso del Monastero
Mercoledì 20 aprile 2011, ore 20.30
GLI AFFRESCHI DELLA DISCIPLINA
Luciano Peroni, guida e ricercatore del Monastero
Mercoledì 27 aprile 2011, ore 20.30
I MONACI CLUNIACENSI,
mons. Ruggero Borboni, docente e studioso.
Mercoledì 4 maggio 2011, ore 20.30
IL CHIOSTRO E I LOCALI ADIACENTI,
dr. Fulvio Sina e arch. Anna Pianazza, direttori dei lavori di restauro.
Sabato 7 maggio 2011, ore 15.00
ECCEZIONALE VISITA GUIDATA ALL'ISOLA DI SAN PAOLO, SEDE DI UN EX-MONATSERO CLUNIACENSE
prof. Rosarita Colosio, storica e ricercatrice. Ritrovo e partenza dal Porto di Sulzano
Domenica 29 maggio 2011, ore 16.00
LA RETE DEI SITI CLUNIACENSI EUROPEI,
Jean Luc Delpeuch, Sindaco di Cluny, e Christophe Voros, segretario della Federazione dei Siti cluniacensi
Il costo di partecipazione al corso è di euro 50 (comprensivi dei costi per traghetto all'isola di San Paolo).
Gratuito per i volontari che provvedono all'apertura del Monastero e per coloro che intendono diventarlo.
N.B.: il contributo richiesto non è destinato agli impagabili docenti, ma a costi organizzativi, logistici e soprattutto di manutenzione di un complesso così prezioso, come il Monastero.
Per informazioni e prenotazioni, rivolgersi alla Segreteria della Fondazione San Pietro in Lamosa
( tel. 030-9823617, i lunedì - mercoledì - venerdì mattina; e-mail: info@sanpietroinlamosa.org)